A2 L’Urlo……. di Munch!

ODERZO – SAL. RIVA MOLTENO   26 – 23  (p.t.  11 – 6

L’Urlo……. di Munch!

Questa volta non è stato l’’Urlo del Drago’ che campeggia su uno storico striscione del Palasangiorgio. L’effetto dell’infausto epilogo della trasferta di Oderzo, ma ancor di più dell’allucinante dinamica della gara stessa, è ben rappresentato da un famoso dipinto di Edvard Munch, l’Urlo appunto, che ciascuno di noi certamente conosce per averlo visto nelle più disparate occasioni o per averlo cliccato su un meno artistico ma altrettanto gettonato Emoji. Stupore puro, non tanto per aver perso fuori casa contro l’ultima in classifica (dopo 8 vittorie consecutive e la partitona di Cassano la buccia di banana ci sta) quanto per il modo con cui è maturato il risultato.

Sì perché per 20’ i nostri non sono praticamente scesi in campo, limitandosi a fare da sparring-partner ai padroni di casa senza praticamente opporre resistenza. Lontana parente della squadra tosta e concentrata di Cassano, molle in difesa e arruffona in attacco, il Salumificio Riva si è subito arreso alla negativa inerzia di una gara stregata e all’impeccabile regia di Aljaz Grznic, abile centrale sloveno che ha replicato le 10 reti segnate all’andata. L’impietoso 10-1 dopo 21’ si commenta da solo e rende superflua qualsiasi tipo di valutazione. A memoria, il dato, a questi livelli, è più unico che raro. Ci mettiamo anche un po’ di sfortuna, gli effetti della falcidie influenzale e qualche decisione arbitrale non limpidissima, ma la sostanza non cambia. Eppure, a ben vedere, in mezzo a tanto buio qualche luce si può trovare. La reazione degli ultimi 10 minuti è stata almeno apprezzabile e ha reso più umano il parziale del primo tempo (11-6), lasciando qualche speranza per la ripresa. E così è stato: dopo 9’ del secondo tempo, sul 13-12, la rimonta pareva compiuta. Fallito però l’aggancio i nostri ragazzi hanno di nuovo (ma questa volta comprensibilmente) ceduto terreno e permesso a Oderzo di riallungare e portarsi a distanza di sicurezza (15-12, 18-13). Altra reazione di Alexis & Co. fino al 20-19 del 22’ e poi nuovo strappo dei nostri avversari, per il 26-23 finale. Forse raggiungere il pari avrebbe prodotto effetti diversi, o forse no. Non lo sapremo mai.

Molta delusione, tanta amarezza per quell’approccio impalpabile, di fisico e di testa. Ma anche test troppo brutto per essere vero. Noi siamo ben altro e continueremo a dimostrarlo. A partire da Eppan. E a patto che si faccia tesoro di questa brutta esperienza. Inoltre, la contemporanea sconfitta di Taufers sterilizza ogni effetto sulla classifica e ci consente di derubricare il tutto come ‘incidente di percorso’.    

Ogni tanto una secchiata d’acqua fresca è utile per riportare tutti coi piedi per terra ed evitare inopportune derive pindariche. Abbiamo percorso tanta strada in poco tempo, la maggior parte della quale bene. Non siamo arrivati e ne siamo consapevoli. Riprendiamo il percorso con la stessa determinazione.

 

 

 

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